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Liceo delle Scienze Umane Economico Sociale - (D.D.G. n. 204 del 29/03/2019) - RMPMPL5008

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Istituto Tecnico Economico

AFM (ex Ragioneria) - (D.M. n. 73/132 del 19/07/2010) - RMTD77500R

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Maturità 2020: via sorteggio buste al colloquio, si parte con documento proposto dalla Commissione. 17 giugno prova di Italiano

November 21, 2019

Le date

La prima prova scritta si terrà su tutto il territorio nazionale mercoledì 17 giugno 2020 alle 8.30. La seconda prova si svolgerà, come di consueto, il giorno seguente, giovedì 18 giugno, sempre a partire dalle 8.30. Comunicato Miur

La data del colloquio è determinata dalla commissione sulla base dei giorni occorrenti per la correzione delle prove scritte.

Prova di Italiano

Le tracce proposte diventano 8. Restano le tipologie Analisi del testo (A), Tema argomentativo (B),  Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità (C) ma le tracce di tipologia B saranno 3, con l’aggiunta di una prova di argomento storico. Quadro di riferimento 2019

Seconda prova

Potrà essere sempre mista, con le due discipline caratterizzante il percorso.

Colloquio

Rimane suddiviso in 4 parti:

1) l’avvio dal materiale proposto e la  successiva trattazione di carattere pluridisciplinare
2) l’esposizione, attraverso una breve relazione e/o elaborato multimediale, dell’esperienza svolta relativamente ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO, ex Alternanza Scuola Lavoro)
3) l’accertamento delle conoscenze e competenze maturate nell’ambito delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione”;
4) la discussione delle prove scritte

Cosa cambia. L’avvio dell’esame non prevede più il sorteggio di un documento tra tre buste. Un unico materiale per studente verrà predisposto dalla Commissione e sottoposto al candidato.

Il Ministero lo ha spiegato con apposito comunicato “È stato eliminato il sorteggio tra le tre buste chiuse contenenti i materiali (testi, documenti, esperienze, progetti e problemi) che il Presidente della Commissione proponeva ai candidati. Il colloquio partirà, comunque, dall’analisi da parte dello studente dei materiali preparati dalla Commissione d’esame in un’apposita sessione di lavoro e proposti dal Presidente. Non sarà più il sorteggio a determinare la scelta dei materiali da somministrare a ciascun candidato per l’analisi che costituisce l’avvio del colloquio.”

Università Telematiche: iscritti, corsi di laurea e 24CFU

November 20, 2019

Negli ultimi anni è avvenuto un vero e proprio boom di iscritti alle Università Telematiche: sempre più studenti, infatti, decidono di investire sul proprio futuro scegliendo un corso di laurea online, e i numeri al riguardo parlano chiaro. I dati MIUR relativi al 2017/2018 mostrano che in quest’anno accademico si sono registrati più di 93.000 iscritti alle Università Telematiche. Ma questi numeri risultano ancora più sorprendenti se comparati agli anni passati: ad esempio nell’anno accademico 2010/2011 il totale di iscritti era inferiore alle 40.000 unità. Il vero periodo di svolta, tuttavia, ha avuto luogo tra il 2015/2016 e il 2017/2018, quando si è registrata una crescita significativa di 38.000 iscritti in più rispetto al 2014/2015.

Università telematiche e 24 CFU

Molte università telematiche inoltre, si sono organizzate per garantire l’acquisizione dei 24 crediti formativi universitari necessari per l’insegnamento per il famoso concorso scuola.

I crediti infatti, possono essere acquisiti indistintamente presso un’università statale o presso una università telematica riconosciuta dal MIUR. Sono previste tre prove complessive, due scritte e una orale.

La prima prova verrà superata solo se si ottiene una valutazione di sette decimi che permetterà al candidato di accedere alla seconda prova scritta, che si riterrà anch’essa superata con il raggiungimento di una valutazione pari a sette decimi.

Superate le due prove scritte si dovrà affrontare la prova orale davanti ad una commissione che esaminerà le conoscenze del candidato nel suo ambito di competenza e verificherà la conoscenza di una lingua straniera, almeno al livello B1, di uno degli Stati europei. I punteggi ottenuti dalle tre prove verranno sommati ai titoli e si formerà così la graduatoria che verrà successivamente pubblicata dalla commissione esaminatrice.

Scuola paritaria ed equità sociale, Casellati e Bassetti insieme per una possibile soluzione

November 19, 2019

La tanto conclamata “equità sociale” ha inizio dalla possibilità economica di accedere all’istruzione, nel rispetto dei principi della libertà di scelta educativa che la Costituzione garantisce ai genitori, primari responsabili dell’educazione dei figli.

“Promuovere una vera uguaglianza nell’accesso all’istruzione, ha detto la Presidente del Senato, significa sostenere una crescita equa di tutto il Paese, basata sul merito, sulle capacità, sull’impegno e sulla passione”. Per conseguire tale traguardo occorre mettere in atto la proposta contenuta nel documento della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), che suggerisce la determinazione di un “costo standard di sostenibilità per studente” a carico dello Stato, da distribuire a beneficio tanto delle scuole pubbliche, quanto di quelle paritarie”.

Il sistema nazionale dell’Istruzione si articola in: scuole pubbliche gestite dallo Stato e scuole paritarie con pari dignità e responsabilità educative.
“Di fronte alla diffusa emergenza educativa, occorre realizzare un’effettiva parità scolastica in armonia con il dettato costituzionale, perché non c’è vera libertà senza libertà di educare, senza un diritto all’istruzione che sia inteso come un diritto alla libertà dell’insegnamento e alla libertà dell’apprendimento, riconoscendo il valore del pluralismo scolastico fra la scuola statale e la scuola paritaria”.

Scuola e disabilità: guida alle novità per il sostegno

November 17, 2019

«Nessuno resti indietro» esortava, con l’impeto del fare che lo caratterizzava, don Lorenzo Milani in Lettera a una professoressa. E questo vale ancora di più se si parla di alunni diversamente abili. Vuol dire che è tutta la filiera dell’istruzione – dal ministero alla singola scuola - che deve farsi carico dello studente disabile. E l’inclusione va intesa come vera materia trasversale che, dal piano organizzativo a quello didattico, investe tutte le componenti: presidi, insegnanti, famiglie, specialisti, personale Ata e – nei casi in cui è possibile – gli stessi alunni disabili. È lo spirito della legge, quello con il quale è stato elaborato il decreto 96/2019, emanato la scorsa estate.

Proprio alle nuove regole per l’integrazione è dedicata la Guida rapida «Sostegno a scuola – Il nuovo decreto sull’inclusione» in uscita lunedì 18 novembre con l’Esperto risponde del Sole 24 Ore. La Guida rapida descrive i nuovi contenuti normativi. A cominciare dal blocco degli interventi standard, buoni per tutti: ogni alunno è un caso a sé e come tale trattato, con un Piano educativo personalizzato, si direbbe «su misura» per le proprie esigenze. Accettando il principio riconosciuto dalle Nazioni Unite, secondo cui la disabilità è «in relazione al contesto». E seguendo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Avvocato Angela Fasano: “ I Docenti delle scuole paritarie, sono eguagliati agli statali? “.

November 14, 2019

Avvocato che cosa sono gli istituti paritari?

Gli istituti paritari si vanno ad inserire nell’ambito del diritto scolastico e costituiscono unitamente alle scuole statali e gli enti locali, il sistema nazionale di Istruzione che ovviamente entra in quel canone giuridico di tutela che è previsto dalla Costituzione. L’istituto paritario rende una prestazione scolastica al pari di quella resa dallo Stato. In quanto gli standard qualitativi professionali e curriculari sono gli stessi, non c’è alcun tipo di differenza né giuridica né economica.

Le scuole paritarie permettono ai docenti di aver riconosciuto il pre ruolo paritario ai fini della ricostruzione della carriera e della mobilità?

Attualmente il Miur e le amministrazioni periferiche scolastiche, stanno negando, del tutto illegittimamente, il riconoscimento di un diritto che  spetta a tutti  i docenti che hanno reso una  prestazione lavorativa presso un Istituto paritario, prima della definitiva immissione di ruolo . Un vero paradosso perché attualmente docenti con anche 10/15 anni  di servizio negli Istituti paritari non possono computare questo punteggio ai fini della ricostruzione della carriera o ai fini della mobilità. Questo è impensabile perché da un punto di vista contabile e fiscale, lo Stato su quegli anni ha guadagnato, perché il docente  ha avuto un cedolino paga dove lo Stato, in qualità di sostituto d’imposta ha svolto delle trattenute. Inoltre la ricostruzione di carriera ne risente tantissimo, perché appunto in 10 anni comporta un pacchetto economico, relativo agli scatti di anzianità, benefici economici, assistenziali e previdenziali che vengono negati. E’ come se il Docente per lo Stato , non avesse mai reso  in quegli anni tali prestazioni e fosse praticamente un fantasma.

Esattamente in cosa consiste la legge 62 del 2000?

Grazie alla legge 62 del 2000 in Italia si è stabilito l’assoluta parificazione tra servizi statali e servizi paritari. Vale a dire che un Docente che ha reso la sua prestazione all’interno di una scuola paritaria ha la medesima ed identica posizione curriculare e professionale. Non c’è alcun tipo di differenza tra un docente statale ed uno paritario. L’unica differenza attualmente è resa dal MIUR che al momento nega questo punteggio. Sicuramente si tratta di una negazione che affonda le sue radici in un problema economico, ma come dice la Corte di Giustizia le questioni economiche non possono investire i diritti del singolo ed in particolar modo il diritto bene/vita che è il diritto al lavoro.

Scuola: domande iscrizione dal 7 al 31/1

November 13, 2019

(ANSA) - ROMA, 13 NOV - C'è tempo dal 7 al 31 gennaio 2020 per inoltrare la domanda di iscrizione a scuola. È stata inviata oggi a tutti gli istituti la circolare con le indicazioni utili per le famiglie per il nuovo anno scolastico 2020/21. La circolare è anche sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Per affiancare i genitori nella scelta è disponibile una nuova App del portale Scuola in Chiaro che permette di accedere con maggiore facilità alle principali informazioni sugli istituti. Anche quest'anno, dunque, i moduli per l'iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado potranno essere compilati dalle famiglie dalle 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2020. La procedura è sempre on line tramite il portale Iscrizioni on line. Ma i genitori, già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2019, potranno accedere alla fase di registrazione che precede l'invio della domanda tramite il portale www.iscrizioni.istruzione.it.

SCUOLA/ “Viva la vita”: dalla bocciatura al successo il passo (a volte) è breve

November 12, 2019

Tra le tante storie che sarebbe bello raccontare, ripenso in questi giorni a una in particolare, quella di un ragazzo ora adolescente che conosco da anni, con una smania di vita talvolta incontrollata sin da quando era piccolo: polemico, ribelle, immaturo come tutti i ragazzi, eppure attentissimo e pieno di vitalità. Carattere da leader, ma come tutti soggetto (e spesso vinto) al rischio di farsi “trascinare”, come si dice, da ciò che fanno gli altri. Un ragazzo che fa fatica a studiare, a concentrarsi, a stare sui libri per più di qualche minuto; a stare semplicemente seduto e fermo dietro il banco di scuola. E che, per questo, dopo qualche mese del primo anno di superiori smette direttamente di presentarcisi, dietro quel banco (con l’ovvia conseguenza di venire bocciato).

Forse oggi, a dispetto di tempi passati, la prima soluzione a situazioni simili è individuare una causa più o meno diretta: imputando la responsabilità ora alla scuola, ora agli insegnanti, alle materie, agli studenti stessi con la loro incapacità di impegnarsi, o finendo una volta sì e una no alle prese con una diagnosi di Dsa. Tutti motivi possibili, ma a volte azzardati e spesso non risolutivi.

Ho seguito invece la vicenda di questo ragazzo che – complice il supporto di una famiglia perspicace, che ha sempre cercato un’opportunità concreta per preservare da un lato il carattere del proprio figlio e dall’altro la sua formazione, e con l’aiuto dei giusti contatti – si è trovato nella fortunata circostanza di poter verificare una possibilità adeguata a sé. La sua passione per la musica e l’esigenza di cambiare aria lo hanno quindi portato, anche grazie a coincidenze propizie, ad iscriversi ad un liceo musicale di cui ha scoperto l’esistenza: nella sua stessa regione, ma non abbastanza vicino per fare avanti e indietro da casa ogni giorno. Di conseguenza, ha dovuto trasferirsi nel convitto studentesco convenzionato con il liceo.

Questo vuol dire che sarebbe bene abolire le scuole tradizionali e trasformarle tutte in collegi e convitti? Probabilmente no. Ma questi esempi, la testimonianza e il cambiamento di alcuni ragazzi possono suggerire qualche intuizione.
Per curiosità sono andata a vedere il profilo Whatsapp (una sorta di motto personale che si può inserire sotto la propria foto) di quel ragazzo. Ha scritto tre parole: Viva la vita. Mi ha fatto sobbalzare per la seconda volta. Forse alla prossima occasione in cui vien voglia di lamentarsi dei giovani e del fatto che tutto va male ci si può prima domandare se oggi, almeno una volta, io ho detto “viva la vita”.

Istruzione, in Italia pochissimi laureati. Questo Paese si avvia all’obsolescenza (programmata)

November 11, 2019

Un dato interessante: il Parlamento della legislatura 2013-2018 è il primo parlamento dall’Unità d’Italia in cui i non laureati sono più dei laureati. Il primo dall’Unità d’Italia: il dato è molto forte e non deve condurci a considerazioni facili o sbagliate.

Prima considerazione facile: è colpa dei 5stelle. Invece gli eletti 5stelle avevano più laureati di tutti gli altri gruppi: probabilmente cognitariato.

Seconda considerazione facile: allora è più rappresentativo della società e più popolare. Qui va visto al rovescio e forse il problema non è un parlamento con pochi laureati ma una società che ha pochissimi laureati. In Italia infatti abbiamo il 26% di laureati (20 per i maschi e 33 per le donne) contro una media europea del 34% (44 le donne). La media europea: ma i Paesi che dovrebbero essere paragonabili al nostro ne hanno più del doppio.

Siamo penultimi, peggio di noi solo la Romania (di pochissimo), ma pure quei pochi laureati non vengono assorbiti dal mercato del lavoro interno, cioè la nostra imprenditoria non assume le competenze, competenze che sono costrette o a lavori sottopagati e sottoqualificati o a emigrare per andare a lavorare per aziende di paesi che hanno il doppio dei nostri laureati, che li impiegano tutti e a cui avanzano anche posti per i nostri.

Sicuramente abbiamo un problema di istruzione, ma deriva da un tessuto produttivo e da un ceto imprenditoriale totalmente refrattario e disinteressato alle alte competenze, che non sa competere su innovazione e sviluppo ma solo su compressione dei salari. Quando si parla di competenze, si dovrebbe partire da qui. Perché tra il bassissimo numero di giovani e il miserrimo numero di laureati il nostro Paese si avvia verso l’obsolescenza, ed è programmata.

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