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Villani: “La scuola è sicura. 9 dicembre data giusta per riaprire? Può essere visti i numeri”

November 24, 2020

“Che la scuola sia un posto sicuro è confermato, essendo un luogo dove c’è il rispetto di regole precise. Ciò che rappresenta un problema è quanto avviene fuori. La scuola è possibile riaprirla, anche grazie agli sforzi di tutto il sistema scolastico e da un’eccellente sistema di monitoraggio fatto dai dipartimenti di prevenzione”.

9 dicembre data giusta per la riapertura? “Stando così i numeri potrebbe essere, ma abbiamo imparato in questi mesi a navigare a vista, dipende dal quadro epidemiologico e dai comportamenti”.

E sulla situazione epidemiologica: “C’è una riduzione dei casi, frutto delle misure prese, mentre paghiamo lo scotto dei decessi perché l’effetto morte non è immediato”

A dicembre pochi giorni di scuola. Dal ponte dell’immacolata alle vacanze di Natale, tutte le date

November 23, 2020

Il DPCM del 6 novembre terminerà la sua validità per il 3 dicembre, ma già si pensa a quando far tornare gli studenti delle scuole superiori in classe, quadro epidemiologico permettendo.

Il mese di dicembre, come è noto, è quello delle vacanze di fine anno tra Natale e Capodanno. Quest’anno, poi, ci si mette anche il ponte dell’Immacolata, previsto per martedì 8 dicembre, con possibile stop alle lezioni  per lunedì 7 dicembre. Le regioni interessate sono Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Umbria, Veneto e Valle d’Aosta.

Poi dal 23 dicembre al 6 gennaio ci sarà lo stop per le festività di fine anno. In dieci regioni (Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia e Umbria) le vacanze inizieranno il 23; nelle restanti regioni, invece, il 24 (Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Trentino Alto Adige, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto).

Il rientro è previsto per il 7 gennaio 2021, ma già su questo il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, ha previsto che potrebbe esserci uno slittamento a lunedì 11 gennaio 2021 che potrebbe diventare, dunque, la vera data della ripartenza delle lezioni in presenza nelle scuole superiori.

Rientro a scuola prima di Natale? Da Di Maio ai presidi: tutti d’accordo, è priorità. Azzolina, “Siamo al lavoro per questo”

November 22, 2020

Si potrà rientrare in aula il 4 dicembre o comunque prima di Natale? E’ questa la domanda che in tanti si pongono in vista della scadenza del Dpcm il prossimo 3 dicembre. Da Di Maio ai presidi, in tanti fanno sentire il bisogno di far tornare a scuola il più presto possibile i ragazzi.

Con il Dpcm del 3 novembre l’Italia è stata divisa a colori in base al rischio epidemiologico. Attualmente in zona rossa le Regioni Abruzzo, Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, la Provincia Autonoma di Bolzano, Campania, Toscana; in zona arancione Basilicata, Liguria, Puglia, Sicilia, Umbria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche; in zona gialla Lazio, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Veneto.

Le attività didattiche in presenza sono sospese dalla seconda media alla classe quinta delle superiori nelle aree rosse, dalla prima alla quinta classe delle secondarie di secondo grado in zona gialla e arancione. Ci sono poi alcune eccezioni come la Campania che ha sospeso le attività in presenza dalla scuola dell’infanzia alle superiori e che attende l’esito dello screening domani per un parziale rientro dei bambini delle scuole dell’infanzia e delle classi prime delle elementari dal 24 novembre. O come l’Umbria che, pur trovandosi in zona arancione, ha previsto la Dad anche per tutte le scuole medie fino al 29 novembre. Scuole chiuse: tutte le ordinanze e le misure per regione.

E poi ci sono ancora eccezioni a livello più locale, come il Comune di Pagani (Salerno), che con un’ordinanza del 19 novembre ha disposto la chiusura delle scuole fino all’11 gennaio. E ancora, il Comune di Gravina in Puglia che ha disposto la chiusura di tutte le scuole, comprese quelle dell’infanzia fino al 3 dicembre, perché i contagi sarebbero “fuori controllo”.

Ma si riuscirà a far tornare in aula i ragazzi il 4 dicembre, ovvero allo scadere del Dpcm del 3 novembre, considerato che poi poche settimane dopo ci saranno le vacanze di Natale, e visto che la curva epidemiologica non sembra al momento cambiare?

Tutti d’accordo: la scuola è priorità

Dalla politica ai presidi la voce è univoca: la priorità è permettere al più presto la didattica in presenza agli studenti. Mentre la ministra Lucia Azzolina rassicura: “Siamo al lavoro per questo, non ho mai detto che la data del 4 dicembre è troppo vicina per programmare ogni cosa”, lasciando intendere che un rientro direttamente a gennaio sia tutt’altro che scontato.

“E’ premura di tutto il MoVimento 5 Stelle far riaprire le scuole, in totale sicurezza e rispettando le norme anti-covid, non appena ci saranno le condizioni. Bisogna permettere a tutti i nostri studenti di seguire le lezioni in presenza”, afferma il ministro per gli Affari esteri Luigi Di Maio, difendendo l’operato della ministra dell’Istruzione.

Arriva dai sindaci di Capergnanica (Cr) e di Castelleone (Cr) Alex Severgnini e Pietro Fiori l’appello al governatore Fontana affinché possa far tornare in presenza almeno i ragazzi delle scuole medie.

“Hanno ragione il coordinatore del Cts Miozzo e il presidente dell’associazione presidi: la riapertura delle scuole nella massima sicurezza deve essere la priorità della politica e delle Istituzioni”, è il monito del portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che chiede: “se si può riaprire qualcosa si cominci dalle scuole”.

E appunto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo ribadisce che la scuola non è luogo di rischio: “Riteniamo che le scuole debbano riaprire, anche perché le indicazioni che sono state date, dal distanziamento, all’uso delle mascherine, fino all’igiene sono state messe in atto. Tutti elementi che riducono i rischi”.

Secondo il presidente dell’Anp Antonello Giannelli “non è pensabile finire l’anno scolastico così” in didattica a distanza, e chiede di “darsi da fare, altrimenti non ci saranno le condizioni per la riapertura o finiremo per aprire e tornare subito dopo a chiusure localizzate”.

“Le scuole chiuse sono una sconfitta per tutti”: lo dice il presidente della commissione istruzione e cultura del Senato, Riccardo Nencini, che aggiunge: “Non c’è ripartenza se la scuola non occupa il cuore delle priorità”.

Secondo le prime indiscrezioni sul DPCM di dicembre però le scuole superiori potrebbero protrarre la didattica a distanza al 100% fino all’11 gennaio. 

Miozzo (Cts): «Le scuole chiuse sono la vera emergenza. Dobbiamo riaprirle»

November 15, 2020

Dottor Agostino Miozzo le nuove misure funzionano?
«Sembra che stiano dando qualche risultato. I dati però devono essere letti in una sequenza temporale più ampia delle ultime 24 ore».

Si parla già di Natale. Secondo lei, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, è possibile ipotizzare qualche allentamento?
«Abbiamo davanti una maratona che non si concluderà il 25 dicembre, ma molto più avanti. Se tutti insieme spegnessimo un po’ le luci delle aspettative, saremmo di grande aiuto al sistema e a quanti sperano di far ripartire la vita economica e sociale del Paese per quella data».

 

 

Ci sono divieti che possono essere eliminati?
«Se saremo rigorosi con noi stessi saremo di grande aiuto per eliminare al più presto i limiti alle nostre libertà. C’è però un’emergenza che dobbiamo affrontare subito ed è quella delle scuole. Molti politici hanno scelto di sacrificare la scuola come segnale di efficiente reazione in risposta all’emergenza. Banalizzo e sintetizzo questioni drammaticamente serie, ma ho la percezione che la tradizionale cultura di disprezzo del bene primario che è la scuola e la formazione dei nostri giovani si traduca bene nelle reazioni di molti improvvisati politici del nostro disgraziato Paese».

Sta dicendo che i ragazzi dovrebbero tornare in classe?
«Rispondo con il messaggio del governo inglese che annunciando il lockdown totale ha lasciato aperte le scuole: “Essere a scuola è vitale per l’istruzione dei bambini e per il loro benessere. Il tempo trascorso fuori dalla scuola è dannoso per lo sviluppo cognitivo e accademico dei bambini, in particolare per i bambini svantaggiati. Questo impatto può influenzare sia gli attuali livelli di istruzione sia la futura capacità di apprendimento dei bambini”».

Secondo molti scienziati fa aumentare i contagi.
«Per la stragrande maggioranza dei bambini, i vantaggi di tornare in classe superano di gran lunga il basso rischio di ammalarsi di coronavirus e le scuole possono intervenire per ridurre ulteriormente i rischi. I dati ci dicono che è difficile discriminare che l’infezione di un ragazzo sia avvenuta a scuola piuttosto che nei momenti precedenti o successivi».

Vale la pena di rischiare?
«La scuola è comunque un ambiente protetto, controllato, dove insegnanti e personale obbligano i ragazzi al rispetto di severe regole comportamentali e dove oltre l’obbligo c’è il momento educativo, pedagogico; dove il tuo insegnante ti rende consapevole del momento, partecipa ai suoi ragazzi le proprie percezioni, condivide emozioni e indicazioni utili a comprendere come loro possono essere un pericolo per i loro cari, genitori o nonni che siano».

È contrario alla Dad, la didattica a distanza?
«Si tratta di uno strumento di eccezionale utilità da utilizzare in situazioni di vera emergenza e soprattutto per periodi limitati. La chiusura delle scuole senza divieto di spostamento comporta la possibilità reale che i ragazzi nel tempo libero dalla scuola si incontrino nei locali pubblici, nei centri commerciali, nelle case private dove si ritrovano a gruppi senza alcun controllo o mediazione».

È stato il Cts a chiedere divieti per la movida.
«I giovani che partecipano alla movida sono qualche migliaio in tutta Italia. Chiediamoci anche quanti sono i giovani che da settimane o mesi non escono più di casa, rifugiati nel buio della loro stanza davanti ad uno schermo di pc per ore ed ore, vittime di quella ormai famosa “sindrome della capanna” che genera paure, ansie, insonnie e tante altre patologie della mente. Fra qualche tempo, ad emergenza Covid superata, vedremo i disastri provocati».

È questo che teme?
«Oltre al tentativo di reclutamento da parte della criminalità organizzata di bambini sotto i 14 anni che per settimane non frequentano la scuola».

Perché non vi siete opposti alla chiusura delle scuole prevista dall’ultimo Dpcm?
«Nel parere abbiamo raccomandato di prevedere un ritorno alla scuola in presenza prima possibile per tutti i ragazzi, senza distinzione. Adesso abbiamo l’obbligo come comunità scientifica di valutare il rischio potenziale del ritorno di milioni di studenti alla scuola in presenza, e dobbiamo fare l’impossibile affinché questo sia un livello di rischio accettabile».

Da giorni il Cts è sotto attacco. Vuole rispondere?
«Non dovrei, ma alla mia età voglio permettermi di farlo. Alcuni scienziati che vedo spesso in tv non hanno capito (o non vogliono capire) che Covid-19 non è un’emergenza sanitaria, ma una crisi globale che comprende ovviamente temi sanitari ma anche sociali, politici, economici, di sicurezza del territorio, di relazioni internazionali. Noi ci confrontiamo, litighiamo anche ma poi troviamo una mediazione su ogni dossier. Se poi questo diventa tavole della legge significa che siamo tutti degni discepoli di Mosè».

Esame di Stato 2020-21, entro il 30 novembre le istanze per i candidati privatisti. NOTA E MODELLO DI DOMANDA

November 09, 2020

L’Ufficio Scolastico per il Lazio, con la nota n.32608, del 30 ottobre scorso, ricorda che il 30 novembre scade il termine per la presentazione delle istanze per i candidati privatisti per l’esame di Stato 2020-2021. L’ufficio scolastico, a corredo della nota, allega anche il modello di domanda.

Ogni anno è emanata la Circolare ministeriale che dispone in merito alla presentazione delle candidature agli Esami di Stato, da parte dei candidati interni ed esterni all’istituto. In linea generale, per la presentazione delle domande da parte dei candidati esterni sono individuate le seguenti scadenze:

– 30 novembre: termine di presentazione della domanda da parte dei candidati esterni ai Direttori Generali della Regione di residenza. I candidati esterni indicano nell’istanza di partecipazione (anche nel caso in cui trattasi di indirizzi linguistici), corredata dalla documentazione necessaria, in ordine preferenziale, almeno tre istituzioni scolastiche in cui intendono sostenere l’esame. I candidati esterni devono dichiarare nella domanda di ammissione la lingua e/o lingue straniere, eventualmente, presentate.

– 31 gennaio: termine ultimo di presentazione ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali di eventuali domande tardive, limitatamente a casi di gravi e documentati motivi. L’esame di tali istanze è rimesso alla valutazione esclusiva dei competenti Direttori Generali;

– 20 marzo: termine di presentazione della domanda al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Regione di residenza da parte degli alunni che cessino la frequenza delle lezioni dopo il 31 gennaio e prima del 15 marzo dell’anno scolastico in corso e intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni.

Agorà Scuole paritarie: aiuti per didattica a distanza vadano a tutti gli studenti

October 29, 2020

Comunicato unitario Associazioni Scuole paritarie – Gli 85 milioni stanziati nel Dl Ristori (art.30) e destinati all’acquisto di dispositivi digitali per la fruizione delle attività di didattica digitale integrata, da concedere in comodato d’uso alle studentesse e agli studenti meno abbienti, sono sicuramente un bel segnale per la scuola italiana, perché se vogliamo davvero garantire la ripartenza del nostro paese dobbiamo investire prima di tutto nei nostri ragazzi.

L’Agorà chiede che tale stanziamento sia destinato anche alle scuole paritarie, senza che ci sia bisogno di un apposito emendamento al Decreto definitivo, affinché venga garantita una vera parità di trattamento.

Ci preme inoltre evidenziare due temi per i quali chiediamo al Governo una particolare attenzione:

· la riapertura delle scuole ha comportato significativi incrementi di costi per le scuole paritarie in termini di maggiori costi del personale, di adeguamento delle strutture alle regole del distanziamento e di pulizia e sanificazione giornaliera;

· gli studenti diversamente abili sono quelli maggiormente in difficoltà nella scuola “costretta” al distanziamento. Sono più di 13.600 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole paritarie. La legge 128/2013 e la successiva legge 107/2015 hanno previsto importanti misure di potenziamento dell’insegnamento di sostegno per gli alunni delle scuole statali, senza però alcun riferimento ai disabili frequentanti le scuole paritarie, operando così una grave disparità di trattamento, soprattutto con riferimento alla scuola secondaria.

Tutta la programmazione televisiva Rai a supporto dell’attività didattica. Nota Ministero

October 27, 2020

La collaborazione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e la Rai rilanciata per supportare le istituzioni scolastiche durante il periodo di sospensione delle attività didattiche in presenza, proseguirà con l’obiettivo di continuare a fornire ulteriori contenuti di qualità, anche a supporto della didattica ordinaria.

Per garantire il diritto all’istruzione e lo svolgimento dell’attività didattica, la Rai ha messo a disposizione su vari canali e sui portali Rai Cultura (https://www.raicultura.it/speciali/scuola2020-2021/), Rai Scuola (http://www.raiscuola.rai.it/) e Rai Play (https://www.raiplay.it/learning), una vasta gamma di contenuti sempre disponibili e fruibili attraverso ogni dispositivo digitale dalle studentesse e dagli studenti, dalle famiglie e, più in generale, dagli spettatori.

La programmazione televisiva dedicata è stata ulteriormente incrementata con nuovi contenuti che sono visibili in TV sui canali di Rai Scuola (canale 146 DT), Rai Storia (canale 54 DT), Rai 3 e, per i più giovani, di Rai Ragazzi, Rai Gulp (canale 42), Rai YoYo (canale 43). L’offerta è sempre disponibile anche online.

“Test rapidi nelle scuole, non possiamo mandare in quarantena i ragazzi per un raffreddore”, a dirlo Azzolina

October 20, 2020

“Abbiamo investito 200 milioni di euro per tablet e pc, e la protezione civile ci ha aiutato a distribuirli nelle scuole. Si può fare ancora di più, noi non ci tiriamo indietro.

Ma servono anche i test rapidi nelle scuole, perché non possiamo mandare  in quarantena i nostri ragazzi per un raffreddore o una semplice influenza”.

“Bene come ha fatto la Regione Emilia Romagna”, aggiunge.

Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina (M5S), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

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