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Chiusura estiva della scuola

August 02, 2020

Gli uffici della scuola rimarranno chiusi dal 4 agosto al 23 agosto.

Rimangono attive:

La linea: 0655285343

La mail: info@istitutoroma.it

Buone vacanze...!!!

Ritorno in classe, l’orario delle lezioni può subire variazioni. Azzolina: “Non si perderà, però, neanche un minuto”

July 29, 2020

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in una lunga intervista a Fanpage, risponde sull’attualità scolastica e su quanto accadrà nelle prossime settimane.

“Non abbiamo mai imposto nessuna tipologia di banco, sono le scuole a scegliere, in base alle loro esigenze e alla didattica che fanno. Molte scuole in Italia usano già i cosiddetti banchi innovativi”.

L’orario delle lezioni potrebbe subire delle variazioni: “L’unità oraria può essere flessibile per aiutare l’organizzazione. Ma non si perderà neanche un minuti di monte orario. È già così in molte scuole da 20 anni”.

“Sulla scuola abbiamo mobilitato 6 miliardi in pochi mesi – afferma Azzolina – Di questi 2,9 solo per settembre: per edilizia, spazi alternativi, organico, igienizzanti e tutto quello che servirà”.

Istruzione, i dati non sono confortanti. Ma una cosa è chiara: la scuola serve

January 22, 2020

Il report dell’Istat sui livelli di istruzione e ritorni occupazionali per il 2019 certifica una situazione triste e già ben nota, ma evidenzia anche dati sorprendenti che, nella loro chiarezza, potrebbero costituire le basi di un programma politico lungimirante.

Il 62% degli italiani tra i 25 e i 64 anni ha almeno un diploma, nell’Ue sono il 78,7%. I principali paesi europei presentano tutti un valore superiore all’80%, dietro di noi Spagna, Malta e Portogallo. Difficile comparare sistemi scolastici diversi – per fare un esempio, le Hauptschule tedesche rilasciano il diploma superiore, ma sono più simili ai nostri corsi di formazione professionale -, tuttavia è evidente che nel nostro paese sono ancora troppe le persone con un livello di scolarità troppo basso per affrontare con successo il mondo del lavoro.

 

Dunque l’obiettivo è aumentare il numero di giovani che arrivano al diploma, rimuovendo gli ostacoli che rendono la scuola superiore una barriera insuperabile per un terzo dei giovani che vi si affacciano. Qualche spunto: ridurre il numero di allievi per classe, soprattutto nelle classi iniziali (le prime e le terze) dove, non a caso, è maggiore la dispersione, l’abbandono, l’insuccesso.

Poi: formare i docenti all’inclusione, costruendo anche qualche utile esperienza di lezione e attività didattica diversa dalla recita della lezione dalla cattedra (esperienze ce ne sono tante e buone, bisogna metterle a sistema); favorire la sperimentazione di modelli di assistenza e tutoraggio degli studenti (e delle famiglie) che manifestano difficoltà, disagio e devianza, impegnando insegnanti e professionisti.

Ancora: fare del collegamento con i servizi sociali ed educativi del territorio non la palestra di chiacchiere e scambio di carte che a volte sono, ma un deciso e potente strumento di progettazione e controllo di percorsi utili a riportare dentro chi è già fuori; strutturare percorsi di apprendimento che non partano dalle culture/conoscenze dei docenti, ma dalla messa in pratica di programmi e metodi di lavoro utili a portare gli allievi al successo scolastico.

Poi ci vogliono anche i banchi monoposto e le scuole in ordine, soprattutto occorrono modi condivisi per rilevare il rispetto di standard minimi di apprendimento, giusto per garantire il minimo a tutti e in ogni luogo del paese.

Università: classifica Censis, in testa Bologna e la Bocconi

July 13, 2020

Su 61 università italiane esaminate dal Censis, 42 hanno completato il passaggio alla didattica a distanza entro una settimana dall'inizio del lockdown per la pandemia da coronavirus, le altre per lo più in due settimane. E' quanto emerge dallo studio sulla classifica annuale degli atenei realizzata dall'istituto di ricerca.

Le risorse messe a disposizione per le esigenze emergenziali del sistema universitario vengono considerate all'unanimità insufficienti dagli atenei interpellati. Dall'indagine, realizzata a maggio, emerge "un sistema universitario reattivo, in grado di ottimizzare risorse umane e tecniche, nonostante le carenze strutturali che da anni lo affliggono, per dare continuità alla propria missione".

Tra i mega atenei statali (oltre 40 mila iscritti) nelle prime 4 posizioni restano stabili nell'ordine l'Università di Bologna, l'Università di Padova, quella di Firenze e La Sapienza di Roma.

Sale di una posizione l'Università di Pisa, mentre. l'Università di Torino perde due posizioni e retrocede al settimo posto, dopo la Statale di Milano.

Ultima è l'Università di Napoli Federico II, preceduta dall'Università di Catania. L'Università di Bari si conferma in terzultima posizione.

Tra i grandi atenei non statali (oltre 10 mila iscritti) in prima posizione anche quest'anno la Bocconi, seguita dalla Cattolica. Tra i politecnici guida anche quest'anno quello di Milano, poi lo Iuav di Venezia, che fa retrocedere in terza posizione il Politecnico di Torino, seguito da quello di Bari.

Mercatorum Università Telematica: Dettagli, Costi e Opinioni

July 06, 2020

L’Università Online “Universitas Mercatorum” è l’Università telematicariconosciuta dal MIUR fondata dal Sistema italiano delle Camere di Commercio – con l’obiettivo di offrire, soprattutto alle persone già occupate, una offerta formativa che consenta a tutti di conseguire un titolo accademico frequentando i corsi online, senza l’obbligo di presentarsi fisicamente all’Università.

L’offerta formativa di Universitas Mercatorum è molto ampia e volta a fornire percorsi accademici caratterizzati dall’innovazione, affiancati da un incubatore e acceleratore d’impresa. I corsi di laurea Mercatorum riguardano diversefacoltà tra le più importanti nell’attuale panorama del mondo imprenditoriale: Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Psicologia e Scienze Umanistiche. Sono inoltre attivi insegnamenti afferenti a settori di notevole importanza per il brand Italia, come Moda e Turismo.

Chi frequenta l’Uni Mercatorum può contare su una partnership di tipo pubblico (Camere di Commercio) – privato (a seguito dell’accordo con il gruppo Pegaso) per la governance di un’istituzione universitaria nata con l’obiettivo di assumere la leadership nella formazione delle imprese, con focus particolare sulle startup.

Chi ha frequentato l’Universitas Mercatorum (gli iscritti nell’Anno Accademico 2017/2018 erano 1.994) ne riconosce in particolare la capacità di valorizzare il capitale umano e il lavoro.

Lauree Mercatorum: Corsi di Laurea e Facoltà

I corsi di laurea dell’Università Mercatorum attivi per l’anno accademico 2020/2021 sono:

  • Lauree triennali:

  • Lauree magistrali:

    • LM-31 Ingegneria Gestionale (2 curricula: Ingegneria Gestionale per la Gestione del Rischio e Ingegneria Gestionale per la Trasformazione Digitale)

    • LM-77 Economia – Management

    • LM-51 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

    • LM-52 Relazioni Internazionali per lo Sviluppo Economico

Le lauree di Universitas Mercatorum sono orientate a formare gli studenti sia volgendo uno sguardo alla dimensione internazionale – prevedendo ad esempio anche dei percorsi di studi al di fuori dell’Italia, grazie alla collaborazione con le Camere di Commercio estere – che svolgendo un’attenta e costante analisi dei fabbisogni formativi delle imprese, plasmando i programmi didattici sulla base delle conoscenze ed esperienze condivise dal sistema camerale in relazione all’evoluzione delle esigenze del mercato del lavoro.

Per Info: 0655285343

Rosso su Il Sole 24 Ore: «L’Italia deve ripartire da istruzione e rigore morale»

July 05, 2020

Ma al Governo, al Paese, cosa consiglierebbe?

Senza condizionale: consiglio di analizzare i problemi, darsi degli obiettivi a breve e medio termine, quantificare le risorse economiche necessarie per raggiungerli e soprattutto individuare le persone più qualificate alle quali assegnare compiti di responsabilità. Non lo ripeterò mai abbastanza: l’Italia deve darsi tre parole d’ordine. O meglio, una parola ripetuta tre volte. Competenza, competenza, competenza.

Si potrebbe ribattere che le persone competenti spesso se ne vanno dall’Italia.

Purtroppo è così: è un circolo vizioso. Una parte della scuola secondaria e alcune nostre università formano giovani donne e uomini con grandi potenzialità. Ma quasi subito queste ragazze e ragazzi si rendono conto dell’assenza di meritocrazia e vanno dove c’è. Nei Paesi anglosassoni o nel Nord Europa, ad esempio. Al Governo consiglierei di fare di tutto per riportare in Italia questi talenti: persone giovani e non solo, che sicuramente conservano un senso di appartenenza, lealtà e amore per il loro Paese d’origine e desiderano solo di essere messi in condizione di far fruttare e vedere riconosciuti i propri meriti.

Sostituire il clientelismo e la cooptazione con la meritocrazia e mettere le competenze al primo posto sono cambiamenti culturali, semi da gettare per vedere i frutti in futuro. Forse in Italia il terreno non è fertile.

Voglio essere ottimista, mi auguro che abbia un senso gettare questi semi. Il problema è che il terreno è la scuola e l’abbiamo trascurata per troppi anni. Spiace dirlo, ma le leggi sul reclutamento del personale scolastico e degli insegnanti, le ingerenze sindacali, la burocrazia che devono affrontare i genitori, l’inadeguatezza delle strutture, la mancanza di formazione continua e di strumenti tecnologici sono tutti macigni che pesano sul futuro delle giovani generazioni e del Paese.

La scuola non può, da sola, cambiare la cultura di un Paese. Ci sono la famiglia, le istituzioni, le aziende…

Non sono un mago e non mi illudo di poter trasformare circoli viziosi atavici in circoli virtuosi nello spazio di pochi mesi. Però sono sempre stato un sognatore e sono innamorato di questo Paese e vorrei che tutte le sue potenzialità fossero davvero espresse. Sono i famosi lacci e lacciuoli dei quali hanno parlato negli anni economisti più competenti di me. Io posso offrire la mia esperienza sul campo, di imprenditore e di cultore del talento e della creatività, senza i quali la moda non può esistere. Ecco, devo dire che nel mio settore la meritocrazia e il riconoscimento delle competenze esistono. Per il Paese, la scuola è una conditio sine qua non. Poi c’è tutto il resto e quello che auspico è un rinascimento morale.

Scuola Settembre 2020, quando iniziano le lezioni? Ecco le ultime novità

July 01, 2020

Per quanto riguarda invece le date di inizio delle lezioni in questi giorni si fa un gran parlare soprattutto per le famiglie con figli che sono a casa oramai da febbraio 2020 e ritorneranno sui banchi solo a settembre 2020.

Le famiglie sono in trepidante attesa di sapere quando inizia la scuola a settembre o quando incomincerà il nuovo anno scolastico.

Il ministero dell’Istruzione al momento starebbe vagliando l’ipotesi di ripartire tutti il 14 settembre, anche se le scuole su questo godono di una certa autonomia si sta lavorando per stabilire in tutte le regioni un’unica data per l’inizio delle lezioni proprio per evitare caos e problemi.

Gli ingressi presso i vari istituti dovrebbero essere scaglionati, dovrà essere garantito il distanziamento interpersonale e si deve ancora valutare se ci sarà l’obbligo di indossare la mascherina per chi ha più di sei anni. Alla ripartenza scuole ci saranno pulizie e misure igieniche speciali, garantita anche la flessibilità oraria e le lezioni online saranno una risorsa utilizzabile (ma per le scuole superiori).

Di seguito il calendario dettagliato con le date delle riaperture delle scuole in tutte le Regioni d’Italia.

  • Calabria: (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa, ogni Regione ha un piccolo margine autonomo).

  • Campania: (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Emilia Romagna: 15 settembre.

  • Friuli Venezia Giulia: 16 settembre.

  • Lazio: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Liguria: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Lombardia: 14 settembre.

  • Marche: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Molise: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Piemonte: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Puglia: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Sardegna: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Sicilia: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Toscana: 15 settembre

  • Provincia autonoma di Trento: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Umbria: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Valle d’Aosta: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

  • Veneto: data da ufficializzare (il MIUR ha individuato il 14 settembre come data indicativa).

Riapertura scuole, Decreto Linee guida Ministero Istruzione: piano definitivo a.s. 2020/21 per il rientro in classe (Testo integrale)

June 26, 2020

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha firmato il Decreto relativo all’adozione del Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021. Le Linee guida per la riapertura delle scuole hanno avuto il via libera anche da parte delle Regioni e degli Enti locali: il piano definitivo è immediatamente operativo e ora verrà diramato alle istituzioni scolastiche.

Nel corso della conferenza stampa tenuta dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dalla ministra Lucia Azzolina è stato sottolineato come ‘a settembre si torna a scuola in presenza e in sicurezza.
Le Linee guida – ha spiegato la ministra – sono il frutto di un lungo confronto e di una condivisione con gli attori del mondo della scuola, comprese famiglie e studenti, con le Regioni, gli Enti locali, e ci consentono di fare un lavoro che non guarda solo alla riapertura, ma anche al futuro della scuola. Abbiamo le risorse economiche, gli strumenti, possiamo far sì che la ripartenza sia anche volano di innovazione. Stiamo dando soluzioni chiare, ma flessibili: ogni scuola è strutturalmente diversa dall’altra, dobbiamo tenerne conto’.

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